venerdì 3 febbraio 2017

Auschwitz, il campo della morte

Il 27 Gennaio si ricorda un fatto molto toccante della
storia, ovvero la deportazione degli ebrei dai campi di sterminio. Uno di questi e uno dei più importanti è il campo di sterminio di Aushwitz: un campo in cui morirono tantissime persone fra le quali bambini, donne e zingari. Auschwitz, che servì come centro amministrativo per l'intero complesso, fu fondato il 20 maggio 1940 convertendo delle vecchie caserme dell'esercito polacco in un campo di concentramento e campo di lavoro. Un gruppo di 728 prigionieri politici polacchi provenienti da Tarnów furono i primi deportati ad Auschwitz il 14 giugno 1940 e lavorarono come manovali al riadattamento delle caserme, danneggiate dai bombardamenti e alla costruzione delle recinzioni perimetrali. Inizialmente gli internati furono intellettuali e membri della resistenza polacca; più tardi vi furono deportati anche prigionieri di guerra sovietici, criminali comuni tedeschi, prigionieri politici ed "elementi asociali" come mendicanti, prostitute, omosessuali, testimoni di Geova ed ebrei. Normalmente vi erano detenute dalle 13.000 alle 16.000 persone ma nel 1942 si raggiunse la cifra di 20.000 detenuti. Sopra il cancello di ingresso si trovava la cinica scritta Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi). Sembra che la scritta fosse stata ideata dall'SS-Sturmbannführer Rudolf Höss, primo comandante responsabile del campo e sembra anche che il fabbro che costruì la scritta, un dissidente politico polacco di nome Jan Liwackz, detenuto con numero di matricola 1010, l'avesse fatta saldando la lettera "B" al contrario come segno di protesta, in quanto conscio di quale sarebbe stata la vera funzione del campo di Auschwitz; questo gesto gli sarebbe potuto costare la vita. A tal proposito, sembra che lo stesso fabbro, sopravvissuto all'Olocausto, quando il campo fu liberato dall'Armata Rossa, chiese di riavere l'insegna in quanto, essendo stata realizzata da lui, "gli apparteneva", cosa che non avvenne dato che, ormai, la scritta apparteneva alla storia. I prigionieri che lasciavano il campo per recarsi al lavoro, o che vi rientravano, erano costretti a sfilare sotto questo cancello, accompagnati dal suono di marce marziali eseguite da un'orchestra di deportati appositamente costituita. Contrariamente a quanto rappresentato in alcuni film, la maggior parte dei prigionieri ebrei non era detenuta nel campo di Auschwitz e quindi non passava per questo cancello.

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Cimitero degli ebrei a San Daniele del Friuli

All'inizio gli ebrei venivano sepolti nel cimitero di Udine fino al 1733 quando Joel Luzzato richiese al consiglio dei dodici un terreno dove seppellire i deceduti della comunità ebraica; così il 14 febbraio 1734 ottennero un luogo, in affitto, presso la comugna, lungo le sponde del Repudio. Con la diffusione degli ebrei nel mondo nacquero due funzioni funebri, quella ashkenazita e quella sefardita, nel cimitero ebraico di San Daniele si svolge la funzione ashkenazita. Il corpo del defunto deve essere purificato e curato con dell'acqua, dopo la purificazione il corpo viene vestito con un sudario bianco e avvolto nel tallith (scialle di preghiera con numerose frange).



Nella cultura ebraica non bisogna cremare il corpo ma seppellirlo, il prima possibile. Durante il funerale viene recitata la preghiera per il defunto, il kaddish; alla fine della cerimonia tutti devono lavarsi le mani in segno di purificazione. Il periodo di lutto dura sette giorni e prende il nome di shiva, i famigliari devono rimanere a casa fino alla mattina del settimo giorno dove i famigliari fanno visita alla tomba. E' tradizione lasciare sulle tombe dei sassi con sotto un pensiero o una preghiera per il defunto; questa usanza risale al tempo di Mosè, dove i deceduti dopo essere sepolti venivano ricoperti di sassi così da impedire ai animali selvaggi di dissotterrarli. 
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venerdì 27 gennaio 2017

La vita è bella, un film alla memoria dell'olocausto


La vita è bella è un film di Roberto Benigni che parla dell'olocausto dal punto di vista di um bambino, inconsapevole di tutto ciò che rigurda la guerra, le sue atrocità e la distruzione che porta.
Per tutta la durata del film, infatti, il padre (interpretato da Roberto Benigni), cercherà di nascondere la realtà al figlio facendola sembrare un gioco, e nello stesso tempo proteggendolo dai nazisti.


La  cosa che più ci ha lasciato sorprese è stata la bravura di Benigni  nel far vivere al figlio uno dei più bei giochi nel peggiore dei momenti della storia.       Infatti, nonostante il grigiore della scena il padre premurosa colora la vita del fortunato bambino.
Consigliamo la visione a tutti perchè è perfetto per ricordare l'olocausto in modo leggero anche per dei bambini.
P.S.= il film  comunque è drammatico, ma riesce a mostrare questa tragedia sotto un'altra prospettiva.

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Giornata della Memoria (27 gennaio)

L'entrata del campo di sterminio

Oggi è un giorno speciale appunto della "memoria", ma che cosa si ricorda, cosa deve rimenare nella nostra memoria? Perché in quel giorno del 1945 le truppe sovietiche che avanzavano da est raggiunsero la città di Auschwitz, che nascondeva il campo di concentramento e sterminio degli ebrei, ma non solo anche di omosessuali e handicappati, facendo conoscere a tutto il mondo il suo orrore. Purtroppo riuscirono a liberare solo pochi dei 6 milioni che furono uccisi in tutti i campi di concentramento. Anche noi abbiamo delle testimonianze di ciò che è accaduto a km 0, ad esempio Arianna Szörenyi che è nata a Fiume in Croazia, ma poi è venuta a vivere in Friuli. Un' altro importante luogo storico in Friuli è la Risiera di San Sabba. Un' altro reduce di questo genocidio è stato Primo Levi, che si è salvato grazie al suo aiuto nei laboratori chimici dei tedeschi e, quando è tornato in Italia ha scritto un romanzo intitolato Se questo è un uomo. Da ricordare c'è anche Anna Frank, con il suo diario famosissimo. Anche molti film sono stati girati in questa occasione, ad esempio, La vita è bella o Il bambino con il pigiama a righe.


Domenica 29 gennaio noi ragazzi delle terze di San Daniele faremo da guida al Museo del Territorio (sezione ebraica) alle 10 e al cimitero ebraico alle 14 per ricordare l'orrore che non si può dimenticare.

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ALBERTO TOMBA

Alberto Tomba è un ex sciatore alpino italiano. Noto a livello internazionale con il soprannome di "Tomba la Bomba" per lo stile aggressivo in pista e per il carattere estroverso, fu uno dei protagonisti dello sci alpino dal 1986 al 1998, particolarmente nelle specialità dello slalom gigante e dello slalom speciale, e considerato uno dei più grandi specialisti delle prove tecniche di tutti i tempi. Con cinquanta vittorie complessive in Coppa del Mondo è il terzo sciatore di sempre per numero di successi dopo. Oltre alle vittorie in Coppa del Mondo, che gli consentirono di conquistare la Coppa assoluta nel 1995 e otto Coppe di specialità, ottenne tra l'altro due ori olimpici in slalom gigante (a Calgary 1988 e ad Albertville 1992, primo atleta a vincere nella stessa specialità dello sci alpino per due edizioni consecutive), l'oro olimpico in slalom speciale a Calgary 1988 e due ori, in slalom gigante e in slalom speciale, ai Mondiali del 1996.
Originario di un paese lontano dalle montagne (Castel de' Britti, frazione collinare di San Lazzaro di Savena presso Bologna), Tomba imparò a sciare sugli Appennini; in seguito si perfezionò a Cortina d'Ampezzo, istruito da Roberto Siorpaes, suo allenatore fino alla maggiore età]. Tomba era arruolato nell'Arma dei Carabinieri e fece parte del Centro Sportivo Carabinieri. 
Sono venuto a conoscienza di questo grande campione perchè me ne ha parlato mio padre e visto che è un mito per tutti ne parlano in Tv.


forna21, giraffablu, nicky, bibblecute, ppap, elviscr7


giovedì 26 gennaio 2017

Dear Jhon

Dear Jhon è un bel film che consigliamo di vedere, perchè fa capire quanto sia difficile mantenere a distanza un rapporto molto forte.
Questa è la TRAMA. 
John Tyree è un ragazzo ribelle, cresciuto senza madre, che vive assieme al padre, con il quale ha un rapporto tormentato. Per placare la sua inquietudine adolescenziale, John decide di arruolarsi nell'esercito, così viene mandato per qualche tempo oltre oceano per servire la patria. Tornato a casa in licenza, John passa la maggior parte del suo tempo a praticare surf


Un giorno, recuperando una borsa caduta in mare, conosce la bella Savannah Lynn Curtis. 
Tra i due ragazzi scatta subito il colpo di fulmine, trascorrendo ogni istante assieme, fino al giorno in cui John è costretto a ripartire. Dal quel momento John e Savannah si ripromettono di tenersi in contatto scrivendosi appassionate lettere d'amore. Dopo un anno John sta per tornare a casa per vivere serenamente la sua storia d'amore con Savannah, ma gli attentati dell'11 settembre 2001 gli faranno cambiare progetto. Decide quindi di riconfermare la ferma per altri due anni, continuando il rapporto epistolare con Savannah. Quest'ultima però risente della lontananza e spinta dal bisogno di aiutare l'amico Tim e il figlio autistico decide di lasciare John per sposare Tim. Poco tempo dopo aver ricevuto la lettera in cui viene lasciato, John viene ferito in Afghanistan. Dopo tre mesi di ospedale in Germania, essendo ancora innamorato inevitabilmente di Savannah, decide di restare nell'esercito per fare carriera. Tornerà a casa solo nel 2007, da sergente, poiché il padre è stato colpito da ictus. Trascorre con lui gli ultimi giorni prima della morte, per poi andare a trovare Savannah. Qui scopre che Tim ha un linfoma in fase terminale e che Savannah non ha più soldi per poter sottoporre Tim a cure sperimentali contro il tumore. Scopre anche, proprio grazie a Tim, che lei lo ama ancora e capisce che la scelta di lasciarlo non è stata semplice, ma dettata dal fatto che lei volesse aiutare Tim, che la amava da tempo, e per dare una madre al figlio autistico. John decide allora di vendere la preziosa collezione di monete del padre e fa una donazione anonima a Savannah, per poter dare qualche mese in più di vita a Tim. Torna quindi nell'esercito dicendo addio a Savannah, nonostante sia palese ad entrambi il sentimento di amore che ancora li lega profondamente. Una lettera di Savannah informa John che Tim è mancato. I due si incontrano per non lasciarsi più.
ali03, pandablu

Collateral beauty

Recentemente al cinema è uscito il film Collateral beauty, un film che secondo me è bellissimo e che spero di andare a vedere.  Il film parla di Howard Inlet (Will Smith) un importante agente pubblicitario di New York.



Quando una tragedia colpisce la sua vita in modo irrimediabile, Howard finisce in un vero e proprio circolo vizioso, uno stato catatonico in cui non vuole più vivere con entusiasmo. L’uomo inizia a scrivere lettere indirizzate alle entità astratte che regolano la vita come il tempo, l’amore e la morte. Un giorno,  Howard incontra queste entità in forma umana che rispondono alle sue lettere cercando di fargli capire il senso delle cose e il loro scopo. In tutto questo, i suoi amici faranno di tutto per aiutarlo a riprendersi la propria vita.
lamacorno62

Fonte